Esplosioni a Latina: guerra fra clan per il controllo delle piazze di spaccio

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

CRONACA – Nel giro di ventiquattro ore, la città di Latina è stata teatro di due attentati esplosivi, segnali inequivocabili di una guerra tra bande per il controllo delle piazze di spaccio.

Il primo episodio si è verificato all’alba del 7 settembre nel complesso delle case popolari “Arlecchino”, tra via Guido Rossa e via Galvaligi. Un ordigno di potenza non comune, probabilmente una bomba carta modificata, è esploso all’ingresso del civico 10.

La deflagrazione ha devastato il portone, piegato le lamiere dell’ascensore e fatto saltare pezzi di intonaco. Danneggiata anche una statua della Madonna e una finestra di un appartamento al primo piano. Il boato ha scosso l’intero quartiere, già da tempo al centro di indagini per il ruolo di snodo dello spaccio di stupefacenti.

Durante i sopralluoghi, i carabinieri di Latina hanno scoperto in una cantina condominiale un arsenale composto da tre pistole con matricola abrasa, 72 cartucce e 25 grammi di cocaina già suddivisa in dosi. Sequestrato anche uno scooter rubato e materiale per il confezionamento della droga. Due giovani, di 20 e 25 anni, sono stati denunciati.

Gli investigatori ritengono che questi episodi siano collegati a uno scontro in corso tra clan locali, alimentato dalla recente scarcerazione di figure di spicco della criminalità pontina. In ballo ci sarebbe il racket dello spaccio di stupefacenti e il controllo delle zone strategiche della città. La scelta delle case “Arlecchino” non è casuale: il complesso popolare è ormai considerato una grande piazza di spaccio. L’ordigno rappresenta un chiaro segnale ai gruppi rivali, mentre la seconda esplosione in via della Darsena conferma la strategia della violenza come mezzo di intimidazione.

Condividi.

Non è possibile commentare.