
POLITICA – A Marino, la tensione politica nella maggioranza del sindaco Stefano Cecchi non accenna a placarsi. Dopo la delicata fase consiliare che si è consumata tra il 25 e il 30 luglio, la Lega locale ha voluto prendere posizione in modo netto, tentando di ribadire una linea di coerenza e lealtà verso la coalizione di governo. Ma il tentativo appare più come un tentativo di rimettere insieme i cocci, dopo una frattura interna difficile da ignorare.
Nel comunicato diffuso dal coordinatore cittadino della Lega, Maurizio Forgetta, si sottolinea come l’approvazione del DUP (Documento Unico di Programmazione) e degli Equilibri di Bilancio – due atti fondamentali per la tenuta politica e finanziaria dell’amministrazione – sia avvenuta nonostante il voto contrario di due consiglieri comunali eletti proprio nelle file della Lega Salvini Premier: Anna Martella e Paolo Esposto. A peggiorare la situazione, la pesante assenza dell’allora assessore Giuseppe Toppi (anche lui espressione leghista), che secondo il coordinatore Forgetta avrebbe di fatto “avallato” il gesto dei due dissidenti.
Il risultato? L’assessore Toppi è stato sfiduciato e le sue deleghe revocate ufficialmente dal Sindaco. Un epilogo che la Lega marinese definisce “naturale e inevitabile”, ma che mette in luce un evidente cortocircuito politico interno al partito.
Forgetta prende le distanze dalle azioni dei consiglieri Martella ed Esposto, sostenendo che né lui né il direttivo leghista abbiano mai autorizzato o condiviso il loro comportamento. Tuttavia, la domanda sorge spontanea: come si è arrivati al punto in cui un assessore e due consiglieri votano contro o disertano il momento più critico della consiliatura senza che il partito se ne accorga o agisca preventivamente?
Nel comunicato si elogia la compattezza del resto della coalizione, che avrebbe salvato il Consiglio da una possibile crisi, e si ringraziano le figure “fedeli” al mandato e alla linea del partito: la capogruppo Francesca Puliti e il presidente del Consiglio Eugenio Pisani. Ma il clima, chiaramente, non è dei più sereni.
Resta il fatto che l’assessore Toppi non si è dimesso spontaneamente, né ha preso le distanze dal suo gruppo, lasciando alla maggioranza il compito di agire per via istituzionale. Una scelta che Forgetta definisce “poco dignitosa”, chiedendosi perché non sia stato lui stesso, per coerenza, a uscire di scena prima.