POLITICA – Il prossimo 7 agosto a Castel Gandolfo si terrà un consiglio comunale straordinario interamente dedicato alla crisi idrica del Lago Albano. Una convocazione che arriva dopo mesi di allarmi sul progressivo abbassamento del livello delle acque e che, nelle parole del presidente del Consiglio comunale Paolo Gasperini, segna un punto di svolta.
«DECIDERE – afferma Gasperini –. Ormai tutti condividono le cause dell’abbassamento. Il Tavolo tecnico, di cui fa parte anche il Comune di Castel Gandolfo, ha individuato le soluzioni. Sono stati trovati i fondi. BASTA ASPETTARE. Se non partono gli interventi, Castel Gandolfo DECIDE per evitare il danno ambientale».
Negli ultimi due anni il Lago Albano ha registrato un calo record del livello idrico: circa 72 centimetri in meno rispetto alla quota zero del 2022, con punte di 4 centimetri persi in appena due settimane. Nonostante piogge e stagioni favorevoli, l’acqua continua a diminuire, segno che la crisi non dipende solo dalla siccità ma anche da fattori strutturali, in primis i prelievi idrici intensivi operati per l’approvvigionamento dei Castelli Romani.
L’uso del lago come riserva idrica per dieci comuni, con pompe e condotte attive giorno e notte, è stato denunciato da cittadini, associazioni ambientaliste e persino in Parlamento, con un’interrogazione del senatore Marco Silvestroni che parla di «prelievo continuo e incontrollato».
Eppure le soluzioni ci sono. Il Tavolo tecnico – che riunisce Comune, Regione e altri enti competenti – ha definito due interventi considerati cruciali:
- Convogliare le acque piovane dal Monte Cavo attraverso nuove gronde per alimentare naturalmente il lago.
- Riciclare le acque reflue circumlacuali reimmettendole nel bacino dopo un trattamento adeguato.
I fondi, circa 7,5 milioni di euro, sono stati individuati. I progetti sono pronti. Ma i lavori non partono, bloccati da procedure e autorizzazioni. Le parole di Gasperini mettono nero su bianco l’impazienza della comunità locale: «Se le istituzioni superiori non agiscono, sarà Castel Gandolfo a farlo. Non possiamo assistere passivamente alla distruzione di un patrimonio naturale che è anche parte della nostra identità».
Il Consiglio comunale del 7 agosto dovrà quindi decidere se e come avviare azioni autonome per scongiurare quello che ormai molti definiscono un danno ambientale irreversibile.
