POLITICA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:
Oltre alle annaffiature, nei primi anni occorre che le temperature del suolo siano adeguate, ci dimentichiamo di quanto possa essere deleterio il surriscaldamento per l’apparato radicale.
La temperatura del suolo ha un forte impatto sulla crescita delle radici, determinando la capacità di una pianta di assorbire acqua e nutrienti. Le radici sono attive a temperature superiori a 5°C, con un forte sviluppo a temperature del suolo tra quindici e 25°C, con un rallentamento della crescita già a 30°C, fino a fermarsi a temperature al suolo superiori ai 40°C, con danni irreparabili all’apparato radicale sopra i 50°C. Le temperature elevate del suolo provocano l’evaporazione riducendo il contenuto di acqua e rallentando così la crescita radicale, rendendo vana l’irrigazione quotidiana.
L’effetto idratante dura poche ore ed in seguito le condizioni tornano deleterie per le radici finché le piante muoiono. Semplici soluzioni, come la pacciamatura con materiale organico nelle aiuole, o l’astenersi dal taglio radicale delle superfici erbose a ridosso degli alberi, aiuterebbero a mantenere l’umidità necessaria al benessere del verde urbano.
Sono concetti basilari sconosciuti a chi ci amministra, che sembra preferire nocivi interventi sui manti erbosi, invece di aver cura il verde esistente e pianificare future piantumazioni avendo ben chiaro che è inutile piantare senza curate
