Bretella Cisterna-Valmontone, il progetto avanza ma il costo ambientale?

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POLITICA –
Il progetto della Bretella Cisterna–Valmontone, destinato a collegare la Pontina con l’autostrada A1, prosegue verso la sua realizzazione con l’avvio degli espropri e l’imminente pubblicazione dei bandi di gara.

Ma intorno all’opera si alza un muro di polemiche: agricoltori, cittadini e ambientalisti denunciano un impatto ambientale e sociale che rischia di essere devastante per il territorio attraversato. 1.280 particelle agricole sono già interessate dagli espropri, con i proprietari che lamentano indennizzi troppo bassi – in media 4,25 euro al metro quadro per vigneti e uliveti, anche biologici.

Le indagini geologiche sono in corso nel territorio di Velletri, in località Castel Ginnetti, dove sono previste gallerie e viadotti. I bandi di gara sono previsti per il terzo trimestre del 2025, con l’inizio dei lavori stimato nel 2026Intanto, un ricorso al TAR presentato da un cittadino potrebbe obbligare a modificare il tracciato, ritardando ulteriormente l’iter.

Secondo i comitati “No Bretella” e “No Corridoio Roma–Latina”, la nuova arteria stradale rappresenta una minaccia, il tracciato attraversa zone ad alta vocazione agricola, tra cui coltivazioni di vino, kiwi e olive, e il timore è che centinaia di ettari vengano trasformati in asfalto, svincoli e piazzali, cancellando decenni di lavoro agricolo e filiere locali.

Non solo. Il progetto non prevede corridoi ecologici né misure efficaci per la mitigazione acustica o dell’inquinamento atmosferico. Le preoccupazioni riguardano l’aumento del traffico pesante, con conseguente emissione di gas nocivi e rumori continui.

A sollevare ulteriori critiche è il passaggio della bretella in aree dal forte valore storico e culturale. Tra queste, il tracciato interferirebbe con tratti della Via Francigena del Sud, un cammino turistico in forte crescita, e con luoghi della memoria come l’area dell’eccidio di Pratolungo (1944) e il Monumento Naturale del Lago di Giulianello.

Anas e Regione Lazio difendono ovviamente il progetto, sottolineando la necessità di decongestionare il traffico e collegare meglio l’Agro Pontino al sistema autostradale. Il costo stimato è tra 850 milioni e 1,1 miliardi di euro. 

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